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LA CUCINA PRAGELATESE

La cucina tradizionale pragelatese è lo specchio della vita e dell’economia popolare. In essa, infatti, troviamo il frutto del lavoro dei campi e dell’allevamento che costituivano gli unici mezzi di sussistenza in un’ epoca in cui il denaro non aveva né il corso né l’importanza che hanno al giorno d’oggi.
Non stupisce quindi la ricchezza delle ricette a base di patate e delle verdure di stagione e nemmeno la presenza prevalente della carne di maiale, l’unica fonte di proteine oltre all’immancabile latte e formaggio prodotti in casa. La povertà della tavola ha fatto sì che la fantasia componesse gli ingredienti in tante varianti, fatto evidente nei piatti a base di patate, si pensi a  glôra, lâ  calhetta, lou pilô, o a quelli composti con pane raffermo (ancora glôra , calhetta e pilô di pane).
A voi il coraggio di sperimentare gusti antichi ma sempre presenti sulle tavole della popolazione locale.


La tourtë ‘d carótta roùia (torta salata di barbabietola).

Con la pasta del pane tirare due fogli sottili e adagiare tra i due il ripieno, quindi fare aderire i bordi (si può usare la rotella dentata) e bucherellare la parte superiore con una forchetta. Cuocere in forno caldo (170-200°C a seconda del forno) per  30 minuti circa. Con 1 Kg di pasta del pane potete ricavare circa 6 torte.
Ingredienti per il ripieno (2 torte):
½ verza
3 carote
4 barbabietole
3 patate
1 cipolla grossa (o due porri)
4 fette di pancetta tagliata spessa
sale e pepe
olio e burro.
Lavare, pelare se necessario e bollire verza, carote, patate e barbabietole, quindi scolarle e tagliarle fini. A parte preparare il soffritto con la cipolla e la pancetta tagliata a pezzettini, l’olio e un po’ di burro. Amalgamare il tutto, unendo sale e pepe, quindi farcire la torta e cuocere .



Glårë ‘d trufa (sformato di patate).
Ingredienti:
800 g di patate sbucciate e lavate
1 o 2 fette di pancetta tagliata spessa
1 cipolla media
1 uovo
latte
olio, burro, sale e pepe.
A talhoun (a fette).
Sminuzzare la cipolla e la pancetta, quindi fare un soffritto con un po’ di olio e burro (cuocere lentamente). Tagliare a fette sottili le patate crude, sistemarle in una teglia intervallando ad ogni strato un po’ di soffritto e l’uovo sbattuto con sale e pepe. Salare anche un po’ le patate. Coprire col latte e infornare per circa 45 minuti a 180°C. Controllare sempre la cottura prima di servire.
Gratouzå(grattugiato).

Cuocere un soffritto come sopra e quindi unirlo alle patate precedentemente grattugiate (né troppo grossolanamente né troppo finemente), all’uovo sbattuto, al sale e al pepe. Mescolare bene, distribuire nella teglia e quindi coprire di latte e infornare sempre per circa 45 minuti a 180°C. Anche in questo caso controllare la cottura, che varia di volta in volta a seconda dello spessore della glårë e della quantità di latte

Lou Gofri (i gofri).
Ingredienti (4 o 5 persone):
1 Kg farina
acqua
sale e 1 dado di lievito
(latte)
(uova).
La sera prima preparare il crissèntë impastando la farina, il lievito, il sale e un po’ d’acqua. Si ottiene un impasto consistente che deve lievitare fino al giorno dopo (lasciare sempre che l’impasto lieviti in luogo tiepido, coperto da uno straccio umido). Un’ora prima della cottura diluire l’impasto con acqua tiepida fino ad ottenere la consistenza di una pastella. Si cuoce nel goufrìa (doppia piastra di ghisa), posto su stufa a gas o a legna, ungendo le piastre, ogni volta prima di versare la pastella nello stampo, con un grosso pezzo di lardo infilato in un forchettone e bagnato d’olio. In altri paesi della valle si aggiungono alla pastella un po’ di latte e qualche uovo: il risultato è leggermente diverso e risulta più sostanzioso.

Ricette tratte dal libro : “ … E così facevamo festa “  di  Consuelo Ferrier  Alzani Editore.





 

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